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Marchio di qualità per l'intarsio sorrentino

Svolta storica, per l'intarsio sorrentino. La grande novità è il marchio di protezione e riconoscibilità dei prodotti adottato dagli operatori della tarsia in legno dopo l'autorizzazione della Camera di Commercio di Napoli. Ha la forma di uno stemma che riproduce in miniatura un tipico fregio ornamentale. Al centro, la denominazione Unione Artigiani Intarsio Sorrentino (Uais). Fuori dello stemma, l'aggiunta Made in Italy. Il marchio servirà ad attestare che l'artigianato sorrentino della tarsia in legno è simbolo di storia e cultura della città, il settore segue ancora le regole di lavorazione provenienti dall'antica tradizione. L'introduzione del marchio è un'iniziativa realizzata dal nuovo consiglio direttivo dell'Uais, insediatosi nel marzo scorso, con il presidente Bernardo Sole, il vice Antonino Maione, il segretario Alessandro Amuro, i consiglieri Antonio Scala, Giuseppe Esposito, Eugenio Miniero, Luigi Landolfi. Da anni si avvertiva l'esigenza di qualificare maggiormente l'artigianato della tarsia in legno di Sorrento, per tutelarlo contro realtà idonee a determinare confusione su provenienza, natura e sistemi di lavorazione. Gli imprenditori sorrentini seguono tuttora i metodi di un'antica lavorazione squisitamente artigianale e, quindi, i loro prodotti sono di alto pregio. Il marchio tutela le storiche caratteristiche dell'artigianato sorrentino della tarsia e dell'ebanisteria, introdotto in città all'inizio dell'800 da Antonio Damora che fu chiamato da Francesco I di Borbone a collaborare al restauro del mobilio reale. Fu lo stesso Damora ad impiantare le prime botteghe e, tra il 1840 e il 1850, decine di artigiani e apprendisti lavoravano in tanti laboratori del centro storico. In questa realtà in cui lievitava la presenza del nuovo comparto produttivo, sopraggiunse nel 1886 la fondazione della Scuola d'Arte di Sorrento, diretta per un trentennio dal garibaldino Francesco Grandi, egli stesso maestro intarsiatore. I prodotti tutelati dal marchio saranno mobili, cornici, cofanetti, scacchiere, oggetti d'arredo e ornamentali. Al Comitato di controllo, istituito dall'Uais, è attribuito il compito di vigilare sull'attività dei soci e sugli eventuali abusi del diritto sul marchio in Italia e all'estero.

Dicembre 2002